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Prodi: "Proseguirò politica indipendenza magistratura" | |
| Un comunicato del Quirinale informa che il Capo dello Stato Giorgio Napolitano ha firmato il decreto con il quale ha accettato le dimissioni di Clemente Mastella dall’incarico di ministro della Giustizia e ha affidato l’interim del dicastero al Premier Romano Prodi. Frattanto lo stesso Prodi nel suo intervento alla Camera ha espresso solidarietà a Mastella e si è impegnato “in qualità di Guardasigilli a proseguire una politica di indipendenza della magistratura e di tutela delle persone, in particolare della presunzione di innocenza”. (Seguono comunicato del Quirinale e intervento di Prodi alla Camera su dimissioni del ministro Mastella o notizia su Ansa, Adnkronos, AGI, Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, Quotidiano.net, RaiNews24) COMUNICATO STAMPA DEL QUIRINALE Il Presidente Napolitano ha firmato il decreto di dimissioni del Ministro Mastella e l’interim al Presidente del Consiglio Prodi Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto, oggi al Palazzo del Quirinale, il Presidente del Consiglio dei Ministri, onorevole Romano Prodi, che gli ha sottoposto per la firma il decreto con il quale si accettano le dimissioni del senatore Clemente Mastella da Ministro della Giustizia e si affida l’interim del dicastero allo stesso Presidente del Consiglio dei Ministri. Erano presenti il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, on. Enrico Letta, e il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Consigliere di Stato Donato Marra. Roma, 17 gennaio 2008 COMUNICATO DI PALAZZO CHIGI Dimissioni Mastella: l’intervento di Prodi alla Camera 17 Gennaio 2008 Chiamato ieri mattina, in Parlamento ad illustrare le linee della politica del governo in tema di giustizia, il ministro Guardasigilli ha affrontato la situazione creatasi con l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare per sua moglie. In quello che, sono certo, è stato il discorso più difficile e sofferto della sua lunga vita politica, Clemente Mastella ha parlato da uomo offeso nel proprio onore e colpito negli affetti più cari. A lui, come ministro, come collega, come politico e come amico, voglio esprimere la mia profonda solidarietà. Egli non ha esitato a far prevalere le ragioni dell’onore e della dignità sua personale e della sua famiglia su tutte le altre motivazioni che avrebbero potuto, come politico, suggerirgli dei comportamenti diversi. Non ha esitato e ha presentato le proprie dimissioni. Ha scelto di presentare le sue dimissioni di fronte al Parlamento, testimoniando, anche in questo modo, una sensibilità istituzionale che, nella nostra società delle comunicazioni ed in una stagione nella quale la politica che troppo spesso si fa spettacolo, si va facendo sempre più rara. Voi tutti, ieri, avete colto, l’emozione, la commozione con le quali ha parlato il ministro Mastella. La sincerità dei sentimenti che lo muovevano e la nobiltà della scelta di rimettere il proprio mandato si sono riflesse nella reazione dell’Aula che, con una coralità che ha travalicato gli steccati che dividono gli opposti schieramenti politici, ha espresso il proprio apprezzamento al ministro. Questa medesima valutazione, con l’apprezzamento e la condivisione del lavoro da lui fatto sin dall’avvio del governo alla guida del dicastero della Giustizia, mi hanno indotto, nella tarda mattinata di ieri, a respingere le dimissioni del ministro Mastella e a chiedergli di continuare la propria opera per assicurare un’amministrazione della giustizia sempre più efficiente e all’altezza delle esigenze e delle aspettative della società italiana. Alla mia decisione di respingere le sue dimissioni, il ministro Mastella aveva risposto chiedendo una pausa di riflessione che gli permettesse, innanzitutto, di raccogliersi con la sua famiglia. Ieri sera e, di nuovo, questa mattina, Clemente Mastella mi ha, però, confermato che la sua determinazione non era mutata. L’estendersi, sempre nella giornata di ieri, dei provvedimenti della magistratura direttamente alla sua persona, non aveva fatto che rafforzare le ragioni di una decisione che il senatore Mastella aveva già pienamente assunto. A Clemente Mastella va, lo ripeto, la mia solidarietà piena ed affettuosa. Ed analoga solidarietà voglio esprimere al suo partito, ai Popolari Udeur, sul cui appoggio il governo ha contato in passato e conta per il futuro. Ho parlato di preoccupazione per un’azione di governo che deve proseguire senza interruzioni e senza perdite di velocità. |
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